Gli esercizi ipopressivi rappresentano oggi una soluzione sempre più riconosciuta per migliorare la postura, la respirazione e il benessere del pavimento pelvico. A differenza degli approcci tradizionali, questa metodica punta a ridurre le pressioni addominali attraverso tecniche specifiche, con benefici dimostrati per donne con diastasi, prolasso o semplicemente in cerca di maggiore consapevolezza corporea. Negli ultimi anni, l’attività ipopressiva ha trovato applicazione anche nello sport, come supporto alla prevenzione degli infortuni e al miglioramento della performance.
Ma che legame esiste tra ipopressiva e sport? A raccontarlo è Laura Zaniboni, laureata in Scienze Motorie con un’esperienza venticinquennale, diventata un punto di riferimento in questo campo dopo aver integrato il Metodo Ipopressivo Multidisciplinare (MIM) nella sua pratica professionale.
La sua storia personale, segnata da una diastasi addominale e un prolasso uterino, l’ha portata a sperimentare direttamente l’efficacia di questo approccio, trasformando la sua esperienza in una specializzazione condivisa con numerose pazienti. Continua a leggere l’intervista.
Dall’atletica alla consapevolezza: il risveglio del pavimento pelvico
Il percorso di Laura affonda le radici in una carriera sportiva intensa. Nuoto, atletica leggera, ginnastica artistica e pallavolo sono discipline che, sebbene abbiano sviluppato in lei una notevole padronanza del corpo, hanno anche rivelato con il tempo gli effetti degli sport ad alto impatto sul pavimento pelvico.
“Ci sono sport – racconta Laura – che impattano più di altri sul pavimento pelvico: pallavolo, ginnastica artistica, atletica, e oggi anche il CrossFit e la pole dance. Ho capito tardi quanto il mio allenamento potesse aver contribuito ai miei problemi.” La presa di coscienza di questo legame l’ha spinta a rivedere completamente il suo approccio all’insegnamento.
“Dopo aver studiato ipopressiva, ho riorganizzato completamente il mio modo di insegnare. Alcuni esercizi che creano pressione verso il basso li ho eliminati non solo dal Pilates, ma da tutte le mie lezioni.” Oggi, nelle sue lezioni di Pilates e Yoga, ha eliminato tutti gli esercizi che generano iperpressione addominale, sostituendoli con movimenti più rispettosi dell’equilibrio pelvico.

Attività Ipopressiva come strumento di cambiamento
Il metodo proposto da Laura va oltre la semplice pratica occasionale. L’obiettivo è integrare i principi degli esercizi ipopressivi nella vita di tutti i giorni, trasformando gesti automatici in movimenti consapevoli. “Non basta fare attività ipopressiva una o due volte a settimana – ci spiega – Il vero cambiamento avviene quando inizi a modificare le tue abitudini, a gestire i movimenti quotidiani in modo più consapevole”.
I risultati parlano chiaro: grazie a questa pratica costante, Laura ha ottenuto una riduzione della diastasi addominale di oltre il 40%, passando da 6 a 3,5 cm, e un miglioramento significativo del prolasso uterino, che dal secondo grado è passato a primo grado. “Non sono miracoli – tiene a precisare – ma risultati concreti che si ottengono con costanza e ascolto del proprio corpo”.
L’innovazione del metodo sta proprio in questa filosofia di integrazione continua:
- Nelle attività domestiche: imparare a piegarsi correttamente per sollevare le sporte della spesa, le casse d’acqua, prendere in braccio i figli o fare le pulizie.
- Nella postura lavorativa: adattare la posizione davanti al computer o in piedi per ore;
- Nello sport: modificare l‘esecuzione degli esercizi per evitare iperpressioni;
- Nella cura personale: persino azioni semplici come soffiarsi il naso, tossire o starnutire possono essere gestite in modo protettivo.
“Durante le lezioni, insegno indicazioni pratiche da applicare nella vita di tutti i giorni: come sollevare i bambini, come soffiarsi il naso, come starnutire o tossire senza sovraccaricare il pavimento pelvico – continua Laura – È questa la vera rivoluzione: quando l’ipopressiva smette di essere un esercizio e diventa un nuovo modo di abitare il proprio corpo. “
L’efficacia di questo approccio è confermata dai dati: secondo gli studi, l’80% delle donne che applicano costantemente questi principi riporta miglioramenti significativi entro 3-6 mesi, con una riduzione media del 30% dei sintomi legati al prolasso e alla diastasi. “La chiave è la ripetizione consapevole – conclude Laura – Solo così si creano nuovi schemi motori che sostituiscono quelli dannosi. Ed è sorprendente vedere come piccoli accorgimenti quotidiani possano fare la differenza nel lungo periodo”.

Teamwork e approccio multidisciplinare: quando la collaborazione fa la differenza
Al centro del metodo sviluppato da Laura Zaniboni c’è un modello di lavoro che trasforma la collaborazione tra professionisti in una vera e propria forza terapeutica.
Nel Delta Medical Center di Massa Lombarda, dove opera all’interno del progetto Salute Donna, Laura si confronta principalmente con una fisioterapista specializzata nella riabilitazione del pavimento pelvico, ideatrice del progetto. È grazie a questo dialogo costante che nasce un’integrazione di competenze capace di costruire percorsi sempre più personalizzati.
“Lavorare in squadra è fondamentale. Una paziente con diastasi, prolasso o altre problematiche deve essere seguita in modo integrato. Il confronto continuo con la fisioterapista mi permette di avere una visione più completa e di creare un percorso su misura.”
Accanto a questa collaborazione, Laura condivide esperienze e risultati anche con la Dott.ssa Erika Neri, ostetrica di Imola e membro del gruppo MIM: “Con Erika collaboriamo nella gestione delle allieve di Imola. Avendo entrambe completato i tre livelli del Metodo Ipopressivo, parliamo la stessa lingua e questo ci consente di lavorare in grande sintonia, ottenendo ottimi risultati.”

Per iniziare in sicurezza: l’importanza di affidarsi a professionisti
In un contesto dove proliferano informazioni imprecise sull’ipopressiva, Laura ribadisce con forza un concetto: “La qualità della pratica dipende dalla qualità della formazione”. La sua esperienza include la completa formazione nel Metodo Ipopressivo Multidisciplinare® (MIM), e l’approfondimento dei metodi De Gasquet e Caufriez. Testimoniando l’importanza di un apprendimento rigoroso e continuo.
“Vedo troppe persone improvvisarsi esperte dopo un solo corso base – osserva Laura – mentre l’ipopressiva richiede conoscenze anatomiche specifiche e la capacità di adattare gli esercizi a ogni singolo caso”. Proprio per questo, il suo invito è chiaro: evitare assolutamente il fai-da-te, soprattutto in presenza di condizioni particolari come diastasi, prolassi o nel post-partum.
Ringraziamo Laura per aver condiviso la sua esperienza e per averci guidato alla scoperta delle attività ipopressive con un approccio così chiaro e professionale. La testimonianza dimostra quanto questa metodica, se praticata correttamente, possa fare la differenza nella salute del pavimento pelvico e nel benessere quotidiano.
Per chi volesse approfondire o intraprendere un percorso, Laura opera tra Massa Lombarda, Lugo e Imola dove propone valutazioni personalizzate e percorsi su misura. La sua filosofia è semplice ma fondamentale: l’ipopressiva funziona solo se praticata con la giusta preparazione, sotto la guida di professionisti formati e competenti. Un ultimo consiglio, che riassume perfettamente il suo approccio: “Informatevi, cercate specialisti qualificati, e soprattutto ascoltate il vostro corpo. Ogni percorso inizia da qui”.
