Esercizi ipopressivi in ostetricia: l’esperienza di Cristina Sluga
Esercizi ipopressivi in ostetricia

L’apnea che ascende: il racconto di Cristina Sluga, Ostetrica e socia MIM 

C’è chi si avvicina al Metodo Ipopressivo Multidisciplinare (MIM) per curiosità, chi per una necessità specifica, e chi, come la nostra intervistata, per una profonda convinzione professionale. 

Incontriamo Cristina Sluga, ostetrica, una figura che da ben cinque anni non solo integra attivamente il metodo ipopressivo nella sua pratica clinica quotidiana, ma ne è diventata anche una socia attiva. Ci siamo seduti con lei per scoprire cosa l’abbia spinta a mantenere questo impegno costante, cosa la affascina ancora oggi di questo approccio e, soprattutto, come l’attività ipopressiva abbia trasformato il suo modo di lavorare e di osservare il corpo femminile.

Un silenzio che lascia il segno

“Mi chiamo Cristina Sluga e ho scelto di diventare ostetrica durante il tirocinio da infermiera professionale, in sala parto. Mi ha colpita il silenzio che precede la nascita di un essere umano: un momento sospeso, potente. Da lì, non ho più avuto dubbi.”

Da quella profonda intuizione iniziale ha preso forma un percorso professionale fatto di ascolto attento, di acquisizione di competenze sempre nuove e di strumenti in continua evoluzione. Tra questi, il Metodo Ipopressivo Multidisciplinare si è affermato come una risorsa quotidiana indispensabile per Cristina, sia nel suo ambulatorio che durante i corsi di gruppo che tiene regolarmente.

Il primo incontro con il Metodo Ipopressivo Multidisciplinare

“Ho conosciuto la tecnica ipopressiva a Milano, durante un corso avanzato di riabilitazione del pavimento pelvico con la dottoressa Giraudo e il dottor Lamberti. Non sapevo ancora quanto mi avrebbe accompagnata negli anni.”

A farle scegliere di aderire all’associazione MIM, però, non è stato solo l’interesse teorico ma la risposta immediata e tangibile delle sue pazienti: “Il feedback è arrivato subito. Alcune posizioni ipopressive che insegnavo con semplicità suscitavano un senso di benessere immediato. Le mie pazienti erano entusiaste, e io con loro.”

Curiosità costante, pratica concreta

In un mondo clinico in costante e rapida evoluzione, dove nuove tecniche emergono continuamente, Cristina ha scelto di rimanere fedele al Metodo Ipopressivo Multidisciplinare. La ragione è semplice: il MIM continua a stimolarla e a offrirle nuove prospettive.

“All’inizio, la mia curiosità era mossa principalmente dalla gioia e dalla felicità che vedevo nelle donne dopo una lezione,” confessa Cristina. “Oggi, però, ciò che mi affascina profondamente è l’aspetto integrato dell’esercizio, la sua straordinaria capacità di agire su molteplici livelli del corpo: non solo posturale, ma anche respiratorio, pelvico e viscerale. È un metodo vivo, in continua evoluzione, che offre sempre nuove chiavi di lettura del corpo.”

Nel corso del tempo, Cristina ha strutturato percorsi di gruppo specifici e ha integrato in modo sistematico il MIM nella sua pratica ambulatoriale individuale, riscontrando risultati sempre più evidenti e significativi: “Il beneficio più frequente che osservo è il miglioramento del sostegno addomino-pelvico. Anche nei percorsi meno legati alla postura, questa integrazione fa la differenza.”

Esercizi ipopressivi in ostetricia e posture sbagliate

Uno sguardo che cambia

L’approccio con il Metodo Ipopressivo ha trasformato radicalmente anche il modo in cui Cristina osserva il corpo, non solo dal punto di vista strettamente clinico, ma nella quotidianità delle persone che incontra. Ci racconta come vede “emergere una maggiore consapevolezza della ‘scatola’ addominale, cioè la relazione tra diaframma e pavimento pelvico. Le persone capiscono che una postura sbilanciata può contribuire a una disfunzione pelvica. E questo, per chi lavora in riabilitazione, è un punto chiave.”

C’è anche un errore ricorrente che Cristina incontra nel lavoro con le donne: “Quasi tutte ignorano il legame tra addome e pavimento pelvico. Pensano siano due entità separate. Invece sono profondamente connessi. Comprenderlo è spesso il primo passo per un vero cambiamento.”

Prevenzione e cultura corporea

Una delle riflessioni più interessanti emerse durante la nostra intervista con Cristina riguarda il ruolo cruciale del MIM nella prevenzione. Cristina è fermamente convinta che questo metodo non debba essere riservato solo a coloro che hanno già sviluppato un problema o una disfunzione: “Il Metodo Ipopressivo aiuta ad acquisire una maggiore consapevolezza corporea e offre la possibilità di agire anche sulle viscere. Può davvero fare la differenza, anche in chi si sente ‘in salute’.”

E cosa direbbe a una collega ostetrica che non ha ancora avuto modo di conoscere il Metodo Ipopressivo? “Avere strumenti terapeutici in più è sempre un arricchimento. Ci rende professionisti più completi, più attenti. E ci permette di accompagnare meglio chi si affida a noi.”

Una metafora che parla di respiro e gravità

Alla fine della nostra conversazione, abbiamo chiesto a Cristina se esistesse una metafora, un’immagine, capace di rappresentare ciò che il MIM è per lei, qualcosa che racchiude la sua essenza. La sua risposta ci ha sorpreso e affascinato.

“Quando si parla di apnea, si pensa subito a qualcuno che trattiene il respiro sott’acqua. Ma nel Metodo Ipopressivo, l’apnea è un gesto che sfida la gravità. È qualcosa che ascende, che solleva. Un movimento verso l’alto.”

Un’immagine profonda che racchiude perfettamente lo spirito del metodo: non una semplice interruzione del respiro, ma una spinta interna, una risalita consapevole, un’attivazione che va oltre il visibile e agisce in profondità.

Cinque anni dopo: cosa resta?

Dopo cinque anni di pratica e formazione continua, Cristina sintetizza così ciò che il MIM le ha lasciato: “Un importante strumento in più da offrire alle mie pazienti.” Ma anche, e forse soprattutto, un principio personale: “Le risorse interiori e personali vanno sempre attivate. Fare e dare il massimo possibile. Questo è il mio modo di lavorare e di vivere.”

Vuoi saperne di più sul Metodo Ipopressivo?

Il Metodo Ipopressivo Multidisciplinare è molto più di un semplice insieme di esercizi. È un approccio integrato e olistico che unisce in modo sinergico postura, respiro consapevole, percezione e un profondo ascolto del proprio corpo.

Se desideri approfondire la tua conoscenza di questo metodo rivoluzionario, ti invitiamo a seguirci sul nostro blog dove troverai molti articoli informativi, oppure a cercare un professionista MIM nella tua zona.

Ricorda: ogni gesto quotidiano può diventare una preziosa opportunità per muoverti meglio, vivere con maggiore benessere e riscoprire la piena consapevolezza del tuo corpo.

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