Il corpo umano non è una macchina a compartimenti stagni. È un insieme armonico di pressioni, respiri e connessioni profonde.
Lo sa bene Laura Lugli, professionista del movimento con vent’anni di esperienza nel Pilates e una laurea in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica. E che oggi rappresenta un punto di riferimento per chi cerca un approccio consapevole al benessere, un lavoro che unisce Pilates e ipopressiva in modo sempre più integrato.
In questa intervista, Laura ci racconta come l’incontro con il Metodo MIM (Metodo Ipopressivo Multidisciplinare) abbia non solo arricchito il suo bagaglio tecnico, ma trasformato radicalmente la sua visione dell’allenamento e della cura della persona.
L’inizio di un viaggio: dalla danza al fitness
Il percorso di Laura nasce da una scintilla riconosciuta da altri: “Fu la mia insegnante di danza e fitness a propormi di iniziare,” ricorda Laura. “Mi vedeva portata e mi spinse a fare il primo corso di formazione.“
Quella che era un’intuizione esterna è diventata immediatamente una vocazione interna.
Sin dalla prima lezione, Laura ha capito che il lavoro sul corpo sarebbe stato il suo futuro: “Tornavo a casa elettrizzata e felice. Ho cercato da subito la strategia giusta affinché il cliente potesse uscire dalle mie lezioni sollevato e sorridente.”
L’incontro con ipopressiva: una necessità personale diventata missione
Molto spesso, le scoperte più grandi nascono da un bisogno personale. Per Laura, l’incontro con il metodo multidisciplinare ipopressivo è avvenuto attraverso il consiglio della sua ostetrica per affrontare un ipertono pelvico e una diastasi addominale.
“Mi colpì il lavoro profondo che si sviluppa nel corpo attraverso la pratica di questo metodo,” spiega.
Questa folgorazione l’ha portata, nel 2022, ad abbracciare ufficialmente il metodo MIM, integrandolo nella sua attività quotidiana presso il suo studio di Pilates.

Pilates e Metodo MIM: un dialogo tra pressioni e respiro
Molti si chiedono se queste discipline siano in contrasto o se una escluda l’altra. La sua risposta è nel dialogo. Il Metodo MIM ha agito come una lente d’ingrandimento, permettendole di perfezionare il suo modo di insegnare Pilates.
- Equilibrio pressorio: Una maggiore attenzione alla gestione delle pressioni interne.
- Connessione pelvica: Un legame più stretto tra il respiro e il pavimento pelvico.
- Visione olistica: Un allenamento che non guarda solo al muscolo, ma alla funzione.
“MIM ha modificato la mia visione dell’allenamento sulle persone che seguo,” afferma Laura. Questo approccio multidisciplinare permette di personalizzare il percorso su ogni allievo, rispettando i tempi di ognuno.
Il cambiamento nella percezione del corpo
Uno degli aspetti più interessanti del lavoro di Laura è l’evoluzione culturale che sta osservando.
Se fino a pochi anni fa temi come l’incontinenza, il dolore pelvico o la dispareunia erano circondati dal silenzio, oggi qualcosa sta cambiando.
“Innanzitutto, ci sono meno tabù,” osserva “Si comincia a parlarne con più naturalezza, anche se la strada è ancora lunga.”
Questa apertura si riflette nei numeri: partita con sole 3 ore di ipopressiva a settimana, oggi Laura ne coordina 9, supportata da due colleghe che hanno seguito il suo percorso formativo con Ipopressivi Italia.
I falsi miti da sfatare
Nonostante la crescita del settore, resistono ancora alcuni pregiudizi comuni. Laura ne identifica due principali:
- Considerare ipopressiva solo come “ginnastica respiratoria”.
- Vederla esclusivamente come un rimedio per l’incontinenza.
In realtà, è un sistema di rieducazione posturale e funzionale completo che agisce sulla salute globale della persona, ben oltre il singolo sintomo.
Risultati concreti: la soddisfazione degli allievi
I benefici della pratica costante sono tangibili e, spesso, confermati da altri professionisti sanitari: “Per tutti c’è un grande miglioramento posturale,” spiega “Anche la diminuzione della sintomatologia iniziale è evidente. Non solo me lo riportano i clienti, ma me lo confermano le ostetriche e fisioterapisti del piano pelvico che li seguono.“
Tra le tante storie, ne porta nel cuore una in particolare: quella di una ragazza che, dopo aver risolto diastasi e ipotono post-parto, è tornata dopo un anno di pausa dichiarando che l’attività ipopressiva è l’unica disciplina capace di metterla davvero in connessione con se stessa.

Quando si accende la lampadina?
L’insegnamento è un atto di pazienza e ascolto. Laura racconta che il momento magico, quello in cui l’allievo comprende davvero il lavoro, avviene spesso durante la sperimentazione dei diversi tipi di respiro e delle variazioni pressorie.
“Non tutti arrivano alla stessa ‘accensione’ nello stesso momento. Ognuno è diverso e ognuno ha i propri tempi che vanno rispettati.”
Nonostante i 20 anni di esperienza, Laura non smette di studiare. Oltre agli aggiornamenti costanti con il MIM, frequenta diverse scuole per arricchire le proprie competenze annualmente.
La curiosità e l’umiltà di chi sa di poter sempre imparare sono il motore che rende lo Studio Pilates Sassuolo un luogo di eccellenza.
Frequentare le classi di Laura significa non solo allenarsi, ma vivere un’esperienza di consapevolezza corporea guidata da una professionista che mette la formazione continua al centro di tutto.
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