Attività ipopressiva: l’esperienza concreta e umana di Monica Verri
Monica Verri durante una sessione di attività ipopressiva con approccio MIM

Monica Verri: più di 40 anni nel movimento, con lo sguardo sempre rivolto avanti

C’è chi sceglie un metodo. E c’è chi il movimento lo abita da sempre, attraversando evoluzioni, scoperte e nuove consapevolezze. Monica Verri è una di queste persone.

Professoressa ISEF, pioniera della ginnastica in gravidanza quando ancora non esisteva una cornice di riferimento, oggi è un punto saldo per chi vuole avvicinarsi all’attività ipopressiva e al suo metodo multidisciplinare con esperienza, concretezza e visione.

In questa intervista ci racconta cosa significa vivere il metodo in modo “puro”, come si adatta alle donne in gravidanza e perché, a volte, l’esperienza può andare oltre le linee guida. Insieme a Monica parliamo di pavimento pelvico, di libertà professionale e di come rendere l’attività ipopressiva accessibile a chi pratica ,  ma anche a chi insegna.

Chi è Monica Verri?

Abbiamo incontrato Monica in un momento in cui il suo lavoro sta portando nuova linfa all’attività ipopressiva, non solo per chi la pratica, ma anche per chi la insegna.

Professionista affermata a Modena, è tra le prime in Italia ad aver portato la ginnastica in gravidanza nelle palestre, ben prima che diventasse una proposta strutturata. Con uno stile diretto, una grande competenza costruita sul campo e una passione che non accenna a spegnersi, oggi è una delle voci più autorevoli del Metodo Ipopressivo MultidisciplinareⓇ.

Nelle sue parole ritroviamo l’importanza dell’esperienza, del passaparola come efficace metodo di divulgazione ( perché i social sono arrivati molto più tardi ) e di un approccio personalizzato. E anche un messaggio forte: il metodo non è qualcosa da applicare a tutti nello stesso modo, ma uno strumento vivo, che cambia a seconda di chi  lo pratica.

Una vita nel movimento

“Lavoro in palestra da quando avevo 16 anni.” ci racconta Monica “All’epoca era tutto diverso, ma ho capito fin da subito che quello era il mio posto.” 

Diplomata all’ISEF (Istituto Superiore di Educazione Fisica), l’ente che fino agli anni ’90 formava i professionisti dell’educazione fisica e dello sport in Italia, ha iniziato a insegnare ginnastica alle gestanti negli anni ’80, quando nessuno ancora ne parlava. È stata una scelta pionieristica, dettata dall’istinto e dal desiderio di rispondere a un bisogno reale.

La sua scelta di specializzarsi in questo campo non è stata casuale, ma dettata da una profonda sensibilità verso le esigenze delle donne in gravidanza, che all’epoca non trovavano risposte adeguate nel panorama dell’attività fisica.

“Mi dicevo: mi piacerebbe che un giorno si sapesse che a Modena c’è una insegnante che propone ginnastica alle gestanti. E così è stato.” Da questa intuizione nasce il progetto “Diventare Mamma Modena“, il quale ha unito la ginnastica pre e  post parto, la preparazione al parto in un percorso rivolto alla coppia in attesa e il massaggio neonatale, molto prima che i social ne amplificassero la portata.

Monica Verri durante una sessione di attività ipopressiva

Attività ipopressiva e benefici: un cambio di passo

“Ho lavorato qualche anno a scuola, ma ho capito presto che volevo decidere io quando e come lavorare.”  lì  non mi sentivo realizzata e che non sarei riuscita a soddisfare liberamente le mie ambizioni professionali Per Monica, infatti, la libertà professionale non è mai stata solo una questione di orari o autonomia: è sempre stata la condizione necessaria per poter scegliere, sperimentare, crescere. In questo modo ha potuto investire in importanti formazioni, prima di conoscere il MIM, e certificarsi anche presso una prestigiosa scuola americana di Pilates.

Dopo anni di esperienza sul campo, l’incontro con il Metodo Ipopressivo MultidisciplinareⓇ ha rappresentato una vera svolta, un cambio di passo che le ha permesso di unire tutto ciò che aveva già costruito con una nuova visione. “Per me il MIM” ci racconta nell’intervista “è una risposta concreta a tanti problemi che spesso consideriamo scollegati: pavimento pelvico, addome, intestino, reflusso, respirazione, sonno.”

L’attività ipopressiva si è rivelata uno strumento trasversale, capace di migliorare la qualità della vita delle persone in modo concreto e misurabile. Monica non si è limitata ad applicare il metodo, ma lo ha ascoltato, adattato, fatto proprio. E, soprattutto, ha saputo coglierne il potenziale trasformativo. “Metà delle cose che ti dico non le ho lette nei manuali. Sono il frutto della mia esperienza e di quanto mi riportano le mie clienti.”

Il metodo, per lei, non è una tecnica da insegnare in modo rigido. È un modo per entrare in relazione con il corpo, con i bisogni reali delle persone, con i cambiamenti che attraversano la vita. E per farlo servono competenze, sì , ma anche esperienza, umiltà e libertà di scelta.

Ipopressiva in gravidanza: si può fare in sicurezza?

“In gravidanza le donne sono più attente, più ricettive, vogliono sapere cosa accadrà al loro pavimento pelvico e al loro addome ; adesso si parla tantissimo anche di diastasi, e questo le aiuta prima di tutto a fare prevenzione e poi a non sottovalutare certe situazioni che non si possono più considerare “normali”  .”

E su questo argomento Monica appare categorica: l’attività ipopressiva in gravidanza non solo è possibile, ma può essere estremamente benefica, a patto che venga adattata alle esigenze specifiche di questo periodo. 

Pur evitando l’uso dei vacuum,una tecnica di respirazione diaframmatica che prevede una risalita visibile dell’addome dopo l’espirazione e che non è indicata in gravidanza, Monica concentra il lavoro su altri elementi del metodo che risultano sicuri, accessibili ed estremamente efficaci anche in questo periodo delicato:

  • l’educazione respiratoria
  • la mobilizzazione del bacino
  • la presa di coscienza del pavimento pelvico
  • l’auto-allungamento e la corretta postura
  • la decompressione 
  • l’ approccio a giusti paradigmi dell’allenamento

Sono tutti aspetti che aiutano le future mamme a migliorare la consapevolezza corporea, favorire la postura e la respirazione, alleggerire le pressioni addominali e prepararsi al parto in modo più funzionale e presente. “Non è necessario eseguire tutto. Bisogna sapere cosa mantenere e cosa mettere da parte temporaneamente.”

Anche di fronte a linee guida che indicano prudenza, Monica sceglie di applicare un approccio fondato sul buon senso e sull’esperienza maturata negli anni: “La controindicazione può diventare una precauzione”, afferma.  La sua lunga pratica sul campo le permette di valutare caso per caso, assumendosi con consapevolezza la responsabilità di personalizzare il percorso e renderlo accessibile e sicuro.

Monica Verri durante una sessione di attività ipopressiva per future insegnanti del metodo MIM

Formazione attività ipopressiva: cosa si impara e come si trasmette

“Ho preso il seme del metodo e l’ho piantato nella mia terra. Oggi è una foresta.” Una metafora che racchiude il percorso di Monica con il Metodo Ipopressivo MultidisciplinareⓇ: non un’applicazione meccanica, ma una pratica cresciuta nel tempo, radicata nel contesto in cui lavora e arricchita dalla sua esperienza quotidiana. “Quando ho fatto la prima formazione, ci è voluto un tempo fisiologico per integrare il metodo. Poi ho smontato e ricostruito tutto per renderlo comprensibile.”

Proprio grazie a questa crescita, Monica è stata inserita nel “Gruppo degli Specialisti” ovvero un team di formatori che all’interno del MIM che si occupano di corsi di formazione e specializzazione per  insegnanti di tecnica ipopressiva. Così  nasce il suo percorso  “Starter Pack”  pensato per chi desidera insegnare il metodo partendo da basi solide. Un’opportunità formativa per i professionisti del movimento che vogliono acquisire competenze chiare, pratiche e applicabili. Con questo percorso, Monica accompagna altri insegnanti a:

  • apprendere le linee guida con chiarezza,
  • integrare il metodo con il proprio stile e le proprie competenze,
  • costruire una didattica che sia concreta, efficace e trasmissibile.

Attività ipopressiva: un approccio umano e professionale

Oggi Monica continua a lavorare con costanza e dedizione a Modena, proponendo corsi di attività ipopressiva e percorsi formativi rivolti sia a chi vuole sperimentare il metodo su di sé, sia a chi desidera insegnarlo con consapevolezza. Il suo impegno è duplice: da un lato accompagnare le persone nel migliorare la propria salute attraverso il MIM, dall’altro trasmettere il metodo ipopressivo con chiarezza, personalizzazione e rigore a nuovi professionisti del movimento. Una visione che si nutre ogni giorno di esperienza diretta, studio e ascolto delle persone.

Se cerchi un approccio concreto, umano e altamente competente per la tua attività ipopressiva, Monica non è solo una guida, ma la soluzione solida per partire o ripartire, trasformando i tuoi dubbi in progressi reali e percepibili.

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