Wild Ride School: metodo ipopressivo e benessere autentico
Esercizio del metodo ipopressivo eseguito all’aperto, con sfondo naturale di pietre a simboleggiare stabilità e radicamento

Wild Ride School: benessere autentico tra le montagne lucane

In un piccolo borgo di montagna, Gianluca Gugliotti ha trasformato la sua passione per il movimento in un centro di riferimento: la Wild Ride School. Con un approccio essenziale e autentico all’allenamento, Gianluca ha incontrato il Metodo Ipopressivo Multidisciplinare, integrandolo nella sua visione di benessere profondo e consapevole.

Scopri com’è nato il suo percorso, cosa lo ha colpito del metodo e come lo applica ogni giorno nel suo lavoro.

Chi è Gianluca Gugliotti?

Giovanni Luca Gugliotti, conosciuto da amici e colleghi semplicemente come Gianluca, ha costruito il suo percorso intorno a un’idea chiara: promuovere uno stile di vita attivo, autentico, senza fronzoli né tecnologia superflua.

La sua formazione parte dalla Warriors Training Academy, una delle principali accademie mondiali di Functional Training, sotto la guida di Emilio Troiano, suo mentore e fondatore della WTA. Da atleta determinato, si trasforma in Trainer, Coach, Docente Nazionale e infine Master Trainer CSEN/CONI, arricchendo il suo bagaglio con studi in Chinesiologia e Management Sportivo.

Con dedizione, passione e un pizzico di coraggio, apre la Wild Ride School a Sasso di Castalda, un piccolo borgo di 900 abitanti in Basilicata. Oggi è un centro di riferimento per chi cerca un allenamento funzionale e un approccio al movimento che vada oltre il semplice esercizio fisico. In questo cammino incontra figure che segnano profondamente la sua crescita, come il Sifu Master Cosimo Laguardia nel mondo delle arti marziali.

La Wild Ride School rappresenta il frutto di anni di studio, esperienze e incontri che lo hanno trasformato non solo come insegnante, ma anche come uomo.

L’allenamento non ha un ruolo nella mia vita, ma è la mia vita stessa” racconta Gianluca. “Bisogna vivere ogni giorno cercando di diventare meglio di ieri, perché il tempo passa veloce e dobbiamo viverlo con tutto il potenziale che abbiamo. Poi sono padre di tre meravigliose bambine guerriere e credo che l’educazione non si descriva, si dimostra.”

Che posto ha il metodo ipopressivo nel tuo approccio? 

Ogni persona che entra alla Wild Ride School porta con sé una storia unica, esigenze specifiche e condizioni fisiche spesso delicate. Questo continuo confronto mi ha spinto a crescere professionalmente giorno dopo giorno, rimettendo costantemente in discussione ogni metodica di allenamento.

Lo studio approfondito della biomeccanica e della fisiologia del movimento è diventato per me una necessità, per offrire anche il più piccolo ma significativo miglioramento nella vita quotidiana dei miei allievi. 

La collaborazione costante con medici, osteopati, fisioterapisti e altri specialisti mi ha fornito chiavi di lettura sempre nuove, ma sentivo che mancava qualcosa: una connessione più profonda con “l’interno” del corpo.

Come atleta prima ancora che come trainer, ho iniziato a studiare l’importanza del controllo respiratorio e del diaframma, convinto che non si possa insegnare veramente ciò che non si sa praticare in prima persona. Fu allora che un caro amico osteopata-fisioterapista, specializzato in osteopatia ginecologica e pelvico-femminile, mi suggerì di intraprendere il percorso di formazione nel Metodo Ipopressivo Multidisciplinare.

Quel consiglio si rivelò una svolta. Il MIM non solo completò il mio approccio all’allenamento, ma trasformò radicalmente la mia comprensione del corpo e del movimento. Da quel momento, il metodo ipopressivo è diventato parte integrante del mio modo di lavorare, un ponte essenziale tra forza esteriore e consapevolezza interiore.

Gianluca Gugliotti durante una sessione di allenamento con il metodo ipopressivo alla Wild Ride School

Cosa ti ha colpito del metodo, rispetto ad altri approcci respiratori o posturali?

Sinceramente? La difficoltà e la frustrazione, questo mi ha colpito. Come atleta, come docente e per come sono fatto, ho spinto sempre il mio corpo al limite cercando costantemente una connessione profonda con esso. 

Non uso cardio-frequenzimetri o accessori di ogni genere, ho imparato ad ascoltarmi e a capirmi, e avevo una chiara idea di me e anche dei miei limiti. Cominciando il corso MIM, invece, ho scoperto tutt’altro. Avevo una connessione esterna con il mio corpo, non ero in grado di comunicare con la parte interna volontaria.

Pensiamo a costruire i nostri corpi come dei carri armati corazzati in tutto, e impieghiamo anni per farlo. E a fine lavoro ci accorgiamo di aver dimenticato di montare il sistema di aerazione. Questo è per descrivervi brevemente come mi sono sentito appena ho scoperto il mondo del Metodo Ipopressivo Multidisciplinare.  La sfida successiva è stata quella di montare il sistema di areazione senza smontare il carro armato!

Come lo integri nei tuoi percorsi o nella tua pratica personale?

Immagina il tuo corpo come un carro armato complesso. Il Functional Training è come imparare a usare al meglio ogni singolo pezzo di questa macchina:

  • A livello del movimento biomeccanico, ti rende più forte nei gesti di tutti i giorni, insegna a stare in equilibrio e a percepire meglio il tuo corpo nello spazio, rendendo le articolazioni più agili. 
  • A livello interno fisiologico, i tuoi muscoli diventano più forti e resistenti, e il corpo impara a coordinare meglio i movimenti.

L’introduzione del Metodo Ipopressivo Multidisciplinare, invece, lavora più in profondità, come un ‘reset’ del motore:

  • A livello del movimento  biomeccanico, diminuisce la pressione interna che grava sul basso ventre e sul bacino, riattivando i muscoli più nascosti che sostengono la tua postura da dentro e i tuoi organi. 
  • A livello interno fisiologico, tonifica quei muscoli profondi, come il pavimento pelvico (importante per la salute femminile e non solo) e l’addome trasverso, aiutando ad avere una postura migliore e a proteggere la colonna vertebrale.

Quando le due pratiche si uniscono  è come avere  un carro armato con un motore potente e ben calibrato per merito del Functional Training ma montato su un telaio robusto e ben allineato grazie all’attività ipopressiva.

Allenamento funzionale e metodo ipopressivo nella natura lucana con approccio consapevole al movimento

Ipopressivi e filosofia dei 5 elementi: il radicamento della Terra

Dopo anni di studio e pratica, ho creato la Wild Ride Experience, un percorso che unisce discipline apparentemente distante in un’unica visione: “Esperienza di un Viaggio Selvaggio” per armonizzare il movimento, trasformare il corpo e risvegliare la tua essenza interiore, guidati dalla forza della natura, dalla potenza del functional training e dalla propria energia vitale.

Nella filosofia cinese, i 5 elementi rappresentano cicli naturali e aspetti fondamentali della vita:

  • Legno: crescita, flessibilità, energia creativa
  • Fuoco: trasformazione, passione, potenza
  • Terra: stabilità, radicamento, equilibrio
  • Metallo: precisione, disciplina, struttura
  • Acqua: fluidità, adattamento, introspezione.

Ad ogni elemento ho associato una disciplina specifica:

Perché il Metodo Ipopressivo Multidisciplinare è considerato nell’elemento terra?

La pratica ipopressiva incarna perfettamente l’essenza dell’elemento Terra – non è solo allenamento fisico, ma un vero strumento di radicamento e centratura. Ecco le connessioni profonde:

  • Stabilità e radicamento: come la Terra che sostiene ogni cosa, gli esercizi ipopressivi creano una base solida: migliorano la postura, rinforzano il core e aumentano la consapevolezza del proprio “centro”.
  • Connessione con gli organi vitali : nella medicina cinese, la Terra governa milza e stomaco, organi legati all’energia del centro. Gli ipopressivi agiscono proprio su questa zona, tonificando addome trasverso e pavimento pelvico, esattamente come la Terra nutre ciò che sostiene.
  • Respiro e gestione energetica: la respirazione ipopressiva stimola il diaframma e migliora la digestione (processi chiave per l’equilibrio della Terra), trasformando il respiro in un vero “ancoraggio” fisico ed emotivo.
  • Armonia interiore: Terra e ipopressivi condividono l’obiettivo di creare centratura: riducono lo stress, migliorano il benessere viscerale e sviluppano una forza profonda che va oltre l’aspetto fisico.

“Praticare ipopressivi è come ritrovare le proprie radici: si impara a stare saldi, a respirare con consapevolezza e a costruire una stabilità che parte dall’interno  proprio come un albero forte ha bisogno di radici solide” racconta Gianluca. 

Esercizi di respirazione profonda integrati nel metodo ipopressivo per migliorare postura e benessere

I benefici del metodo dalla postura alla performance

“I risultati che ho osservato, su di me e sui miei allievi “ racconta Gianluca “sono concreti e spesso sorprendenti. Gli ipopressivi non sono semplici esercizi, ma un vero reset del corpo, con benefici che si notano già dopo 4-8 settimane di pratica costante.” 

Vediamo insieme cosa cambia con gli esercizi ipopressivi: 

  • Postura più stabile ed eretta: lavorando sulla muscolatura profonda dell’addome e della colonna, aiutano a riequilibrare tensioni muscolari e a correggere disequilibri posturali. Perfetti per chi cerca un’attività a basso impatto ma estremamente efficace.
  • Addome più tonico: non sono esercizi “brucia grassi”, ma tonificano il trasverso, riducendo il volume addominale (effetto pancia piatta). Ideali da abbinare a programmi di dimagrimento o ricomposizione corporea.
  • Pavimento pelvico rinforzato: un alleato prezioso per le donne dopo il parto o in menopausa, ma anche per gli uomini che vogliono prevenire problemi di incontinenza o prolasso.
  • Respiro più consapevole: migliorano il controllo diaframmatico, riducono lo stress e aumentano la capacità polmonare, con ricadute positive sulla performance sportiva e sulla stabilità del core.

“All’inizio ero scettico – ammette Gianluca –, ma oggi li uso quotidianamente, anche nella preparazione del Basilicata Bike Trail, 300 km in MTB con 6000 metri di dislivello. Voglio testare il potenziale nel mondo dell’endurance e del functional training, per dimostrare che funzionano anche in contesti estremi.”

Un metodo per tutti: quando e perché provare gli ipopressivi

Gli esercizi ipopressivi rappresentano una risorsa preziosa per chiunque cerchi un approccio completo al benessere. “Li consiglio a tutti, senza eccezioni” spiega Gianluca. “Uomini e donne, atleti e persone che conducono una vita più sedentaria, giovani e meno giovani. Il respiro è la base della nostra vita, e gli ipopressivi sono uno strumento straordinario per migliorare la qualità in modo concreto.”

Per chi vuole avvicinarsi a questa pratica, il segreto sta nella costanza. Bastano infatti 10-15 minuti al giorno, preferibilmente al mattino o prima dell’allenamento, per iniziare a percepire i benefici. Gianluca tiene particolarmente a sfatare un mito: “Agli uomini dico sempre di superare i pregiudizi. Questo non è un metodo ‘da donne’, ma un percorso per sviluppare una forza autentica che nasce dall’interno e si irradia a tutto il corpo.”

Attualmente, Gianluca sta testando personalmente l’efficacia degli ipopressivi in un contesto estremo: la preparazione al Basilicata Bike Trail, una sfida di 300 km in mountain bike con 6000 metri di dislivello.

“Questa esperienza ci darà dati preziosi sull’applicazione del metodo negli sport di endurance” spiega. “Il mio obiettivo è continuare a dimostrare, un allenamento alla volta, quanto questo approccio possa fare la differenza nella performance e nel benessere quotidiano.”

La conclusione è semplice ma potente: gli ipopressivi non conoscono limiti di età, genere o condizione fisica. Sono uno strumento democratico, che aspetta solo di essere scoperto e messo in pratica con costanza e dedizione.

Un nuovo approccio: ascoltare il linguaggio del corpo

Gianluca chiude con una riflessione profonda: “Credo in un benessere che nasca dalla vera consapevolezza del proprio corpo, dove prevenzione, postura e respiro diventano strumenti quotidiani per vivere meglio. 

Il Metodo Ipopressivo Multidisciplinare non è una semplice serie di esercizi, ma un percorso per ritrovare la connessione con se stessi, rafforzando il corpo dall’interno e migliorando la qualità della vita in modo autentico e duraturo.”

“Il corpo parla un linguaggio silenzioso ma potentissimo – continua – Sta a noi imparare ad ascoltarlo, prendercene cura e valorizzarlo con intelligenza e rispetto. Questo non è una moda passeggera, ma un principio fondamentale per chi vuole vivere in armonia con il proprio fisico e la propria mente.”

Vuoi scoprire come applicare questi principi nella tua vita? Segui Gianluca e la Wild Ride School sui social per rimanere aggiornato su corsi, allenamenti e approfondimenti sul Metodo Ipopressivo Multidisciplinare. Unisciti a una comunità che crede nel benessere consapevole!

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